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Sintesi indagine UIL sui costi della politica

PERCHE' LA RIDUZIONE DEI COSTI DELLA POLITICA NON SI RIDUCA AD UN SEMPLICE SLOGAN

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Autore salerno

Immagine riferita a: Sintesi indagine UIL sui costi della politicaI costi delle Istituzioni (Parlamento, altri Organi Costituzionali, Regioni, Province, Comuni), ammontano a circa 6,3 Miliardi, a cui vanno aggiunti:
- 2,8 Miliardi di euro per incarichi e consulenze conferiti dalla Pubblica Amministrazione (centrale e periferica dello Stato);
- ulteriori 2,5 Miliardi di euro, secondo una stima della UIL, per i compensi degli amministratori di società ed enti promossi e/o partecipati dalla Pubblica Amministrazione.

Si arriva così a oltre 11,6 Miliardi di euro.
 
E’ quanto emerge da una indagine della UIL che ha analizzato i bilanci delle Istituzioni, gli elenchi degli incarichi e delle consulenze nelle Pubbliche Amministrazioni.
Nel dettaglio, spiega Guglielmo Loy – Segretario Confederale UIL - le spese per il funzionamento dei cosiddetti Organi della Democrazia (Parlamento, Consigli e Giunte Regionali, Provinciali, e Comunali), ammontano a oltre 4,6 Miliardi di euro l’anno, per gli oltre 123 Mila tra Parlamentari e Amministratori Locali. A cui vanno aggiunti 628 Milioni di euro l’anno per il funzionamento della Presidenza del Consiglio; 473 Milioni di euro per gli altri Organi Costituzionali; 546 Milioni di euro per il funzionamento degli altri Organi a valenza Costituzionale.

In particolare, dai dati elaborati sui Bilanci dei due rami del Parlamento, si deduce che i costi di funzionamento di questa Istituzione ammontano a 1,5 Miliardi di euro.

Il funzionamento dei 21 Consigli Regionali e delle relative Giunte costa alla collettività oltre 1 Miliardo di euro l’anno.

Il funzionamento dei 107 Consigli Provinciali e delle relative Giunte costa alla collettività oltre 459 Milioni di euro l’anno.

Il funzionamento di 8.072 Consigli Comunali, delle relative Giunte e delle Circoscrizioni costa alla collettività oltre 1,5 Miliardi di euro l’anno.

Secondo nostre stime, continua Guglielmo Loy, oltre 1 milione di persone vivono direttamente, o indirettamente, di politica. Un esercito composto da:
- più di 123 Mila tra Parlamentari, Ministri, Amministratori Locali;
- circa 25 Mila amministratori delle oltre 7 mila tra società e consorzi partecipati dalle Pubbliche Amministrazioni;
- oltre 299 mila persone con incarichi e consulenze elargite nella Pubblica Amministrazione.

A questi vanno aggiunti gli oltre 8.845 consiglieri circoscrizionali (limitati alle Città Capoluogo); la massa del personale di supporto politico addetto agli uffici di gabinetto dei Ministri, Sottosegretari, Presidenti di Regione, Provincia, Sindaci, Assessori Regionali, Provinciali e Comunali; i Direttori Generali, Amministrativi e Sanitari delle ASL; i numerosi componenti dei consigli di amministrazione degli ATER, degli Enti Pubblici ecc. A livello di Amministrazioni Centrali dello Stato, la spesa impegnata per incarichi e consulenze ammonta a quasi 192 Milioni di euro; nella scuola e nell’università a oltre 433 Milioni di euro; nel 2 comparto della sanità a oltre 635 Milioni di euro e nel comparto degli Enti Territoriali a più di 1,5 Miliardi di euro.

Il più alto numero di incarichi e consulenze conferite dalle pubbliche amministrazioni si registra in Lombardia dove sono oltre 51 mila con un impegno di spesa di oltre 482 Milioni di euro, seguita dal Veneto, con 35 Mila incarichi e consulenze e impegni di spesa di 288 Milioni di euro; dall’Emilia Romagna con 30 Mila incarichi e consulenze e impegni di spesa di 362 Milioni di euro; dal Lazio con quasi 24 mila incarichi conferiti e impegni di spesa per oltre 263 Milioni di euro.

L’importo medio percepito da ogni singolo consulente o incaricato per tali prestazioni è di 9.511 euro, con punte di 21.265 euro in Valle d’Aosta, 12.674 euro in Piemonte, 11.858 in Emilia Romagna, 11.261 euro in Friuli Venezia Giulia.

Abbattere del 30% tali costi non significa attentare alla democrazia, ma può rappresentare una risposta vera e concreta al tema del reperimento delle risorse, oltre 3,5 miliardi di euro, da destinare, soprattutto, all’abbattimento del carico fiscale a favore dei redditi da lavoro dipendente e pensione.
Basti pensare che la semplice razionalizzazione di alcune funzioni non essenziali delle Province, in quanto istituzioni, lasciando dunque inalterate tutte le altre funzioni e tutto il personale, comporterebbe un risparmio strutturale di oltre 1,2 Miliardi di euro, che potrebbero diventare oltre 3,5 Miliardi di euro con la loro completa abolizione.
Occorre rivedere radicalmente il funzionamento di questi enti istituzionali, ridurre il numero di componenti degli organi elettivi, snellire gli apparati burocratici, rivederne le funzioni, anche e soprattutto, per evitare la duplicazione dei ruoli.

Bisogna rivedere, ad esempio, il numero degli assessorati, molto spesso pletorici, di Regioni, Province e Comuni non in base alla dimensione demografica, che nella realtà non esiste neppure oggi, ma in base alle reali funzioni dell’Ente. Ciò non significa soltanto risparmiare lo stipendio dell’Assessore, ma ottimizzare le risorse con effetti ben più consistenti in termini di efficienza.
Significa, per fare un esempio, meno costi per le segreterie personali degli assessori, meno consulenti, meno incarichi, meno 'auto blu' in circolazione.
Diminuire i consigli di amministrazione delle controllate pubbliche, abbatterne i compensi, chiudere le Società inutili, significa non drenare risorse pubbliche.

Sono queste le scelte che avvicinano i cittadini alla politica e all’amministrazione del 'bene comune', conclude Loy.
Di questo la politica dovrebbe occuparsi quando pone il tema del contenimento della spesa pubblica. E’ un’operazione che 'si può' e 'si deve' fare perché ridurre i costi della politica non sia un semplice slogan.

Con la manifestazione di UIL e CISL il 9 Ottobre prossimo a Roma si intende richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla necessità di un’effettiva riduzione dei costi della politica.


 

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