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Valbruna a settembre si decide

Il 24 giugno 2010 incontro ad Affi tra i vertici del gruppo Valbruna, RSU e le segreterie territoriali dei sindacati metalmeccanici.

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Autore joemcfly

Il 24 giugno 2010 si è svolto ad Affi il previsto incontro tra i vertici del gruppo Valbruna con le RSU degli stabilimenti di Vicenza e Bolzano e le segreterie territoriali dei sindacati metalmeccanici.

Immagine riferita a: Valbruna a settembre si decideNel corso della riunione l’amministratore delegato Ing. Ernesto Amenduni ha illustrato la situazione del mercato dell’acciaio che ha visto nel 2009 una contrazione generalizzata della produzione mondiale, in controtendenza solo i paesi asiatici che, unici nel mercato mondiale, hanno visto aumentare i volumi di acciaio prodotto.

La produzione di Acciaierie Valbruna ha seguito l’andamento europeo con un calo dei volumi nel 2009 pari al 40%, mentre nel 2008 la produzione di entrambi gli stabilimenti aveva raggiunto le 183.000 tonnellate. Il trend di acquisizione degli ordini nel periodo gennaio-aprile 2010 aveva fatto pensare ad un’inversione di tendenza, facendo ben sperare in una ripresa completa della produzione che poi in effetti non si è verificata, costringendo l’azienda a ricorrere ancora una volta alla CIGS fino al prossimo mese di settembre.

Ciò nonostante l’amministratore delegato Ing. Amenduni, ha tenuto a sottolineare ancora una volta che una dismissione dello stabilimento di Bolzano non è nei programmi della Valbruna e che davanti ad un eventuale permanere di condizioni di mercato sfavorevoli, il laminatoio di Vicenza dovrà essere scaricato a vantaggio di quello di Bolzano nel cui stabilimento sono già stati utilizzati tutti gli ammortizzatori sociali, e la CIGS residua sarà disponibile soltanto fino al 23 di gennaio del 2011. Lo spostamento della produzione non sarà possibile invece per il reparto Acciaierie, a causa dei limiti tecnologici dell’impianto di Bolzano.

A detta dell’azienda, solo un aumento dei volumi produttivi con quantitativi compresi tra le 180.000 e le 190.000 tonnellate/anno di prodotto venduto, potrà scongiurare la chiusura del reparto. Sono attualmente in corso simulazioni per verificare la possibilità di incrementare la capacità produttiva del reparto decapaggio, inizialmente destinato come il reparto Acciaieria alla chiusura.

Tale operazione, supportata dai necessari investimenti, comporterà l’utilizzo dell’impianto per 3 turni giornalieri, e darà la possibilità di assorbire 36 addetti riducendo di fatto il numero degli eventuali esuberi. A nostro parere questo dato conferma la volontà di dismettere il reparto, che non dipende quindi soltanto dalla situazione congiunturale del mercato ma fa parte di una precisa strategia della proprietà; infatti l’investimento realizzato sugli impianti del reparto acciaierie di Vicenza hanno avuto l’obiettivo di portare la capacità produttiva fino a 192.000 tonnellate/anno a pieno regime. In settembre sono previsti altri incontri nei singoli stabilimenti per informare i rappresentanti dei lavoratori sulle decisioni finali che l’azienda assumerà, ma prima di questa scadenza crediamo che sia necessario dare seguito a tutte le iniziative che avevamo promosso nei mesi scorsi.

Il presidente della giunta provinciale Dr. Durnwalder aveva assunto su di sé l’impegno di convocare la proprietà e di portare all’ordine del giorno del consiglio provinciale il problema delle Acciaierie, delegando agli assessori competenti (al lavoro, all’ambiente e all’industria) le iniziative volte alla risoluzione dei problemi. Chiediamo di essere messi a conoscenza degli sviluppi di queste iniziative attivando un tavolo di confronto con la presenza di tutti i soggetti interessati.

Restiamo tuttavia convinti che la chiusura del reparto Acciaierie rappresenti una mutilazione del ciclo produttivo che non mette al riparo da un futuro declino dell’impianto di Bolzano che è lì, lo ricordiamo da 70 anni!

La segreteria UILM

Bolzano 28 06 2010

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