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Pomigliano o Polonia?

'Funerale della Costituzione', 'deroga al Contratto Nazionale e allo Statuto dei Lavoratori',

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Autore salerno

Immagine riferita a: Pomigliano o Polonia?"Funerale della Costituzione", "deroga al Contratto Nazionale e allo Statuto dei Lavoratori", "si torna indietro di 100 anni", "referendum con la pistola puntata alla tempia". Questi sono alcuni dei titoli apparsi sui giornali da quando Fim, Uilm, Fismic e UGL  hanno firmato l’intesa su Pomigliano.
Per sgomberare subito il campo da inutili polemiche iniziamo a dire che firmare accordi con il "prendere o lasciare" imposto dalla Fiat e quindi con spazi ristrettissimi o nulli di trattativa non piace a nessuno, neanche a noi. Infatti noi non diciamo che non ci sia stato un arretramento nelle condizioni o che sia un buon accordo. 

Ma le sigle sindacali che si sono prese la responsabilità di mettere la firma sotto l’accordo di Pomigliano lo hanno fatto per difendere il bene primario dei lavoratori che è il lavoro stesso e per togliere all’azienda la titolarità del referendum che si apprestava a fare a tutti i lavoratori in seguito alla consegna a tutto il personale di una lettera in cui si spiegavano le intenzioni della Fiat e si richiedeva l’adesione dei lavoratori al progetto.
 

Per quello che riguarda il presunto attacco alla libertà di sciopero non c’è bisogno di essere avvocati per sapere che nessun contratto aziendale può intaccare il diritto allo sciopero sancito dalla Costituzione. Spieghiamo bene di cosa si tratta: l’Azienda stabilisce una turistica su 18 turni ma ne lavora effettivamente 17. 

In presenza di picchi di mercato chiede di far ricorso al 18° turno (per un massimo di 10 volte all’anno), che sarà retribuito come straordinario, ma pretende che questo sia "esigibile" e cioè che il sindacato, per questo turno non proclami lo sciopero come avvenuto in passato in cui ad ogni stato di agitazione come prima misura veniva proclamato lo sciopero dello straordinario.  Le sanzioni in caso di mancato rispetto degli impegni saranno solo a carico delle organizzazioni sindacali (negazione dei permessi sindacali, mancato versamento delle quote delega ecc). Gli eventuali scioperi proclamati durante i restanti 17 turni non avranno alcuna conseguenza, quindi dire che a Pomigliano non si potrà più fare sciopero è falso e chi lo dice lo fa per fare propaganda.


Altra questione sul tappeto è la copertura della retribuzione in caso di malattia. La Fiat chiede di non pagare più i primi 3 giorni di malattia (quelli a carico delle aziende) solo in presenza di 'picchi anomali' di assenze collettive. Spieghiamo anche qui di cosa si tratta: in occasione di eventi particolari come ad esempio partite di calcio, proclamazione di scioperi, messa in libertà dei lavoratori per mancanza di alimentazione delle linee, elezioni, si rilevavano picchi molto alti di assenteismo. Solo in questi casi, previo esame di una commissione congiunta definita 'camera di raffreddamento' si deciderà se irrogare o meno la sanzione.

Cosa doveva fare il sindacato? Dire di no e permettere che 700 milioni di euro di investimento fossero dirottati in Polonia? La firma sull’accordo è stata posta per ragioni di opportunità, ovvero per non dare alibi alla Fiat sulla possibile delocalizzazione.
Per quanto riguarda le voci secondo cui l’accordo sottoscritto a Torino l’8 giugno scorso, sul trasferimento di ramo d’azienda dell’Iveco, faccia parte di un piano strategico che possa mettere in discussione diritti acquisiti di altri siti, rispondiamo che l’accordo di Pomigliano interessa solo quello stabilimento.


Molti sostengono che l’accordo di Pomigliano finirà per fare 'scuola' in tutta la penisola. Il nostro pensiero è che segnerà sicuramente un momento storico delle relazioni industriali in Italia ma che difficilmente in altri stabilimenti potranno crearsi le condizioni che hanno portato il sindacato ad accettare le condizioni poste dalla Fiat. Il prendere o lasciare non è una condizione spendibile da tutte le aziende. O possiamo immaginare che tutte le aziende arriveranno a minacciare il trasferimento in Polonia?

                                     
Segreteria  Provinciale UILM
 

Bolzano 18 giugno 201o

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